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Tempio Pausania


La città di Tempio Pausania – forse di origine romana – risulta documentata fin dal 1173 come villa della curatoria di Gemini del Regno o Giudicato di Gallura cessato di fatto nel 1288 con l’occupazione pisana.
Più tardi fu probabilmente la sede provvisoria del vescovo di Civita, almeno dal 1346-50, quando troviamo annotato un “Gavino rectore de Templo cum suis annexis civitatensis diocesis”.
Con la conquista aragonese del 1324 Tempio passò al Regno di Sardegna e fu forse infeudata a Berengario Arnaldo de Aglesola nel 1329; mentre il 18 giugno 1349 fu comprata da Giovanni di Bas Serra, fratello di Mariano IV re del Giudicato di Arborea, fu quindi requisita da quest’ultimo alla fine dello stesso anno, rimanendo arborense – salvo un breve periodo tra il 1388 e il 1391 – fino al 1420, quando tornò a far parte del Regno di Sardegna. Il feudo passò ai Carròs, in quanto eredi di Giovanni d’Arborea, quindi tramite Beatrice Carròs d’Arborea, andò al marito Pietro Maça de Liçana, signore di Moixent, nel Regno di Valenza. Estintasi quest’ultima dinastia nel 1546, Tempio passò al bastardo Giovanni Cascant e, dopo una lunga lite giudiziaria e varie divisioni, nel 1579 passò ad Anna Portugal e, finalmente, a Pietro Ladron.
Da quel momento iniziò lo sviluppo progressivo del centro urbano che continuò fino alle soglie dell’età contemporanea. Nel 1543 venne eretto il monastero dei Francescani con l’annessa chiesa rinascimentale, nel 1621 la parrocchia di San Pietro ottenne l’erezione in collegiata, nel 1665 si insediarono gli Scolopi e nel 1687 le monache Cappuccine . Nel 1720, a seguito della Guerra di Successione spagnola a cui presero parte le famiglie nobili tempiesi Pes e Valentino, il Regno di Sardegna entrò in aggregazione federale col Principato di Piemonte, il Ducato di Savoia e la Contea di Nizza, appartenenti alla Casa Savoia.
Nel 1737 Tempio fu visitata dal viceré Carlo Amedeo Battista di San Martino, marchese di Agliè e Rivarolo, per prendere alcuni provvedimenti di natura agraria, sfociati successivamente con l’importazione da parte di Paolo Altea del gelso dalle Filippine.
Nel 1807 divenne sede di prefettura; il 15 novembre 1836 ottenne il titolo di città; nel 1838 divenne capoluogo di mandamento e nel 1839 la sua collegiata fu eretta a cattedrale con il trasferimento della sede dalla chiesa medievale di San Simplicio posta alla periferia di Olbia .


Risorse collegate

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